Riforma dei Comites e del Cgie

Continua alla Commissione Esteri l’esame della riforma dei Comites e del Cgie
Completata l’illustrazione degli emendamenti al testo unificato

ROMA – Prosegue alla Commissione Esteri del Senato il dibattito sugli emendamenti relativi al testo unico di riforma dei Comites e del Cgie. Dopo la seduta del 10 febbraio, che era stata dedicata all’illustrazione degli emendamenti riguardanti il funzionamento dei Comites ( vedi Inform n. 29 dell’11.02.2010 www.mclink.it/com/inform/art/10n02902.htm), la III Commissione ha iniziato ad esaminare gli emendamenti inerenti alla riforma del Cgie.   Durante il suo intervento il relatore Oreste Tofani (Pdl) si è soffermato  sull’emendamento che ridefinisce l’assetto del Consiglio degli Italiani all’Estero, contenuto nel testo di legge unificato, prevedendo il mantenimento anche nel nuovo CIE della presidenza del ministro degli Esteri, lasciando quindi la carica elettiva per il solo vice presidente vicario.   Tofani ha precisato  come questa soluzione risponda in maniera idonea alle esigenze di autonomia dell’organismo esponenziale delle collettività italiane all’estero anche in considerazione dell’introduzione delle rappresentanze regionali.

Il senatore Claudio Micheloni (Pd), nell’illustrare gli emendamenti da lui presentati, ha proposto in particolare il cambio di denominazione dell’attuale Consiglio Generale degli Italiani all’Estero in Consiglio superiore degli Italiani all’Estero. Una modifica che si ispira alla  denominazione assegnata a questo organismo nel sistema francese. Micheloni ha inoltre preannunciato la sua intenzione di riformulare alcuni emendamenti a propria firma in un’ottica di semplificazione delle modifiche normative proposte. Tali riformulazioni riguarderanno, tra l’altro, l’assetto del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero nella sua composizione e nella quota elettiva. Il senatore del Pd ha infine ricordato l’emendamento che propone la partecipazione ai lavori del Consiglio con diritto di parola di rappresentanze del mondo associativo, dei patronati, dei sindacati e degli organi di stampa.

La senatrice Mirella Giai (Maie) ha ricordato come fra i suoi emendamenti ve ne sia uno che prevede l’introduzione, nell’ambito del nuovo Cgie, di una specifica Commissione di nomina governativa volta ad includere le rappresentanze delle autonomie locali, ma anche delle associazioni nazionali dell’emigrazione, delle confederazioni sindacali e dei patronati. La Giai ha inoltre richiamato l’attenzione sia sugli emendamenti da lei presentati, relativi all’assetto e alla segreteria del Cgie, ai rimborsi forfetari spettanti ai componenti del Consiglio e alla copertura finanziaria, sia sulla necessità di mantenere dell’attuale denominazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

Dello stesso parere della Giai anche Nino Randazzo (Pd) che sul mantenimento del nome “Cgie” ha presentato uno specifico emendamento. Il senatore del Partito democratico si è inoltre detto contrario alla proposta del relatore sulla questione della  rappresentanza degli organismi regionali in seno al Consiglio. A tal riguardo Randazzo ha preannunciato la possibile presentazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità in relazione all’articolo 117 della Costituzione in materia di riparto di competenze statali e regionali nella politica estera. Il senatore ha anche ricordato quanto stabilito in proposito dalla Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-Cgie del 30 novembre scorso. Da Randazzo è stata infine ribadita l’esigenza di mantenere una rappresentanza nel Consiglio delle associazioni, dei sindacati e dei patronati.

Per quanto riguarda invece la presidenza del nuovo Cgie il senatore del Pd Massimo Livi Bacci ha evidenziato come al momento sarebbe preferibile che la massima carica del Consiglio fosse affidata in maniera alternata a un esponente eletto al suo interno, come previsto dal testo unificato presentato dal relatore, e al Presidente della Repubblica, quale garante dell’unità nazionale e rappresentante di tutti i cittadini italiani, anche se residenti all’estero. Ritenuti illustrati tutti gli emendamenti relativi a 33 dei 35 articoli del testo unificato, la discussione è stata rinviata ad altra seduta. (Inform)