NewsLetter di Laura Garavini

Care democratiche e cari democratici in Europa,
finalmente. C´è voluto un anno e mezzo, ma alla fine Nicola Cosentino, accusato di concorso mafioso, coinvolto nello scandalo della P3 e fino all’altro ieri Sottosegretario nel Governo Berlusconi, si è dimesso. Era il 28 gennaio 2009 quando, a nome del PD, chiesi in aula le dimissioni di Cosentino, dicendo che “un Sottosegretario, accusato in modo grave di collusioni con la mafia, non può continuare a far parte del Governo, non può continuare a rappresentare il nostro Paese come se niente fosse”. Per queste parole 18 mesi fa ne sentii di tutti i colori dai banchi della maggioranza. Dopo le nuove rivelazioni noi del PD abbiamo riproposto la nostra richiesta di dimissioni. E alla fine la protezione di Berlusconi non è più bastata per salvare Cosentino. Le sue dimissioni, sia pur tardive, sono un sollievo per il Paese. È anche un segnale del fatto che, a seguito delle lotte interne nel Pdl, il potere assoluto di Berlusconi sta perdendo colpi.
Spatuzza, perché abbiamo abbandonato la Commissione Antimafia
Con la Commissione Antimafia la maggioranza sta superando ogni limite. Sulla vicenda Spatuzza il Governo ha negato a noi componenti dell’opposizione la possibilitá di conoscere i verbali illustrativi sugli interrogatori. Per protesta abbiamo lasciato la Commissione. Perché è inaccettabile che la maggioranza neghi ai rappresentanti dell’opposizione addirittura il diritto di informarsi. La stampa ha parlato di un “vero e proprio processo” da parte nostra nei confronti del Sottosegretario Mantovano (vedi l’articolo su L’Unità) che ha negato la protezione al collaboratore di giustizia Spatuzza. Il comportamento del Governo nei confronti di Spatuzza è grave, per diversi motivi. Non solo perché viene negata la protezione ad un pentito che ha accusato Dell’Utri e Berlusconi. È grave soprattutto perché è un segnale devastante per il futuro della lotta alle mafie. Pentiti che svelano i segreti della criminalità sono essenziali per gli investigatori. Ma per arrivare a parlare è fondamentale che loro abbiano fiducia nello Stato e nella garanzia di venire protetti quando collaborano. Rifiutando la protezione a Spatuzza il Governo fa esattamente l´opposto e abbatte cosí un altro importante pilastro della lotta alle mafie.
Un voto all’estero più sicuro
L’altro ieri fra parlamentari del PD abbiamo definito all’unanimità la nostra proposta per la riforma del voto all’estero. I dettagli li presenteremo in una conferenza stampa nei prossimi giorni. Sono molto contenta della discussione costruttiva delle ultime settimane al nostro interno e del fatto che tutte le linee guide che avevamo proposto noi deputati eletti all’estero sono state accettate. Per me una delle cose più importanti è che, visto lo scandalo Di Girolamo, con la proposta PD avremo una spedizione dei plichi molto più sicura. Non verrebbero più mandati a tappeto, ma solo a quegli italiani residenti all’estero che si siano iscritti precedentemente nella lista elettorale. Ugualmente importante è che viene mantenuto sia il voto democratico per corrispondenza (che qualcuno voleva mettere in dubbio!) che lo spoglio centrale in Italia, fondamentale per evitare brogli in periferia dove non può essere garantita sempre e dappertutto la sorveglianza necessaria.
Salvato qualche sportello consolare
Con la nostra politica d’opposizione, tenace contro il progetto del Governo di chiudere a tappeto numerosi Consolati in Europa, stiamo ottenendo qualche risultato. Per le sedi di Saarbrücken e Norimberga viene mantenuto almeno uno sportello consolare. In un’interrogazione ho chiesto se veramente questa forma ridotta di servizi “corrisponda pienamente alla domanda di servizi delle comunità interessate“. Non vogliamo che il Governo cerchi di confondere i connazionali all’estero con l’ennesimo trucco. Stiamo continuando a fare pressioni per salvare anche in altre sedi in Europa almeno la presenza di sportelli consolari. Il Governo o non conosce la realtà quotidiana degli italiani all’estero o se ne frega. La chiusura ad esempio del Consolato Generale di Amburgo per alcuni italiani della circoscrizione consolare significherebbe dover percorrere in futuro quasi 700 chilometri ogni volta che devono ritirare un passaporto o un altro documento ufficiale.
Mondiali, il piacere di tifare per la Germania
Durante i mondali di calcio, finiti il fine settimana scorso, tanti di noi italiani in Europa hanno tifato anche per le squadre dei rispettivi paesi di residenza. Beati le italiane e gli italiani in Spagna che alla fine potevano festeggiare. In Germania, dopo la disastrosa fine dell’Italia, abbiamo tifato per la “Nationalmannschaft” e l’abbiamo fatto con ancora più piacere perché la squadra tedesca è un bell´esempio di integrazione riuscita. Nonostante tutti i problemi ancora esistenti in Germania (e la comunità italiana purtroppo li conosce benissimo) la nazionale in cui ci sono giocatori con radici turche, tunisine, polacche e ghanesi è un simbolo di un paese che, grazie ad un processo iniziato con i Governi Schröder, sta affrontanto in modo positivo e serio il problema dell’integrazione.
Giorni decisivi per la legge sulle intercettazioni
Il Governo vuole affrontare la legge sulle intercettazioni ancora prima dell’estate. Siamo curiosi di vedere se tutti quelli della maggioranza che sui giornali hanno segnalato di volere sostenere la nostra opposizione contro questa legge avranno il coraggio di votare conseguentemente in aula. Intanto abbiamo riempito il centro di Roma con una manifestazione impressionante contro questa legge che toglierebbe agli investigatori un altro fondamentale strumento nella lotta alle mafie. A Berlino domenica prossima ci sarà una manifestazione contro questa legge alle ore 19 al Bebelplatz. Non è una manifestazione del PD, ma è organizzata dai sostenitori di SinistraEcologiaLibertà. Per cacciare questo Governo e creare un’alternativa non conviene ragionare in termini di bottega. Speriamo di essere in tanti.
Laura Garavini
Roma, 16 luglio 2010