Lettera al Ministro F. Frattini

Al Ministro degli affari esteri
On. Franco Frattini
P.le della Farnesina, 1
00194 Roma

Roma, 17 febbraio 2010

Gentile Signor Ministro,
ho ritenuto opportuno sottoporre alla Sua attenzione quanto sta accadendo nei Paesi dove
vivono le nostre più importanti collettività emigrate in relazione alle gravi e allarmanti notizie
sulla soppressione delle istituzioni scolastiche e della chiusura di innumerevoli corsi di lingua
italiana a causa dei tagli contenuti nella Legge Finanziaria

che nel prossimo anno scolastico (da settembre) colpiscono tutte le nostre scuole statali e le più importanti realtà scolastiche dei corsi di lingua italiana.

Tagli che appaiono particolarmente drammatici in Svizzera, dove è previsto un intervento di “razionalizzazione” che non ha precedenti nella storia delle nostre istituzioni scolastiche, tant’è vero che sarebbe completamente azzerato l’Ufficio scolastico del Cantone di Berna, con la soppressione dell’intera struttura amministrativa e dirigenziale, abbandonando a se stessi decine di insegnanti MAE e del CASCI, e centinaia di corsi di lingua italiana frequentati da migliaia di figli dei nostri connazionali residenti in detto
Cantone.

Si tratta di un progetto di “razionalizzazione” – previsto dalla DGIT e dalla DGPCC – che
accorperebbe l’intera struttura corsuale di Berna a quella del Cantone di Basilea, non tenendo
in alcun conto le problematiche specifiche di natura geopolitica che contraddistinguono i due
Cantoni, né del positivo processo di integrazione dei corsi nelle scuole svizzere, che in questi
anni è stato condotto con successo dall’Ufficio scuola di Berna. L’accorpamento con l’Ufficio
scolastico di Basilea, un Cantone con ben diverse caratteristiche politiche, economiche e
sociali, che già ora ha un numero elevato di docenti e di alunni, non è di certo una soluzione
funzionale e si possono prevedere fin da ora le inefficienze che genererà.

Insomma si tratta di una vera e propria “soluzione finale” che assesterà un ulteriore colpo alla credibilità
dell’Amministrazione e al servizio scolastico per la nostra collettività in Svizzera, che invece
avrebbe bisogno di ben altro per il futuro dei corsi di lingua e cultura. Essa avrebbe bisogno
di una organica riforma della legge 153 e delle nostre scuole statali all’estero, riforma di cui si
parla da oltre trent’anni e per la quale anche in questa legislatura sono state presentare varie
proposte di legge da parte di tutti gli schieramenti politici.
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On. Franco NARDUCCI
VICEPRESIDENTE
III Commissione
AFFARI ESTERI E COMUNITARI
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e.mail: narducci_f@camera.it – sito: www.franconarducci.com
Per queste ragioni rivolgo ad Ella, Signor Ministro, il mio appello affinché i tagli contenuti
nella Finanziaria siano indirizzati agli interventi inutili e inefficaci nel campo della
promozione e della diffusione della nostra lingua e della nostra cultura nel mondo, più che ai
servizi scolastici che qualificano e valorizzano l’intervento del MAE e in definitiva il sistema
Italia.
Mentre in Europa, in Africa e in Sud America, la richiesta di lingua e cultura italiane registra
un costante aumento, con una crescente richiesta di servizi culturali e scolastici stabili e di
qualità, la politica che sta conducendo il Governo rischia di compromettere seriamente il
diritto dei nostri concittadini emigrati all’insegnamento dell’italiano e la stessa sopravvivenza
delle scuole e delle istituzioni scolastiche italiane all’estero.
Il tema è caldissimo, perché sono in gioco non solo gli interessi del nostro Paese nel quadro
della globalizzazione ma anche legami e memoria; lo hanno ben sottolineato i docenti operanti
all’estero nella recente assise congressuale della UIL Scuola all’estero, denunciando la
situazione d’inerzia e di precarizzazione di un settore che, al contrario, avrebbe bisogno di
stabilità e di prospettive di rafforzamento. Per il bene del nostro Paese.
Con i più cordiali saluti, mi creda Suo

On. Franco Narducci
Camera dei Deputati

La presente lettera è stata inviata per conoscenza:
– Sottosegretario agli affari esteri, Sen. Alfredo Mantica
– Direttore generale DGPCC, Min. Francesco Maria Greco
– Direttore generale DGIEPM, Min. Carla Zuppetti
– Ambasciata d’Italia a Berna, Amb. Giuseppe Deodato
– Segretario Generale del CGIE, Dott. Elio Carozza