Incontro cicoli europei PD

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 Parigi 25/26 gennaio 2014 – Incontro dei Circoli europei del Partito Democratico

Questo resoconto riassume i lavori dell’incontro dei Circoli europei del Partito Democratico, tenuto a Parigi sabato e domenica, 25-26 gennaio 2014.
I lavori sono stati svolti secondo il metodo “world café”, attorno a tre tavoli tematici:
-­‐ Tema A: Europa ed elezioni Europee
-­‐ Tema B: legge elettorale e rappresentanza istituzionale per gli italiani all’estero
-­‐ Tema C: servizi ai cittadini all’estero e nuova emigrazione
Per ogni tavolo, composto di 10 persone circa, erano presenti un responsabile di tema ed un facilitatore; nel
corso della mattinata, si sono svolte tre fasi di circa 45 minuti. Al termine di ognuna i partecipanti si
spostavano su altri tavoli, in modo da permettere ad ogni partecipante di poter ragionare ed esprimere
liberamente su tutti e tre i temi. .
Le prime due fasi sono servite a raccogliere le riflessioni, i pensieri e le problematiche relative ai vari temi discussi, l’ultima invece per fare la sintesi dei temi discussi.
Le conclusioni dei tavoli sono state poi illustrate in seduta plenaria a tutti i presenti all’incontro.
Si riporta di seguito un resoconto scritto dei punti discussi nei diversi tavoli.
Tema A: Europa ed Elezioni Europee
Obiettivo del tavolo di discussione:
-­‐ Confrontarsi sulle modalità di azione, proposta e posizione politica tra i vari Circoli PD in Europa in
vista della campagna per le elezioni europee.
-­‐ Confrontarsi sul ruolo dei Circoli PD Europa sui temi di cittadinanza europea, integrazione nonché
europeizzazione del Partito Democratico, per accrescere la consapevolezza sull’Europa a tutti i livelli
fuori e dentro il PD.
Contenuti discussi:
La campagna per le elezioni del Parlamento Europeo sia veramente una campagna europea: è la prima
volta che si voterà alle elezioni europee dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Usiamo questa
occasione per affrontare a viso aperto le questioni essenziali sul futuro dell’Europa e le opzioni in campo per una visione alternativa all’impostazione liberista e conservatrice dell’ultimo decennio.
Per ottenere questo soprattutto cinque aspetti fondamentali sono emersi dalla discussione:
1. Politica europea = politica interna: è necessaria una svolta culturale per far comprendere – a tutti i
livelli dell’opinione pubblica – la centralità dell’Europa nelle scelte politiche fondamentali che
toccano la vita dei cittadini. Fin da subito, per quanto riguarda il Partito Democratico, possono essere
realizzate campagne di europeizzazione/formazione/informazione tra i circoli territoriali del PD.
In questa prospettiva il ruolo dei circoli PD in Europa potrà essere di grande utilità, anche utilizzando
un supporto informativo del PD in Europa via “social network”: gli Italiani in Europa sono testimoni
di una effettiva cittadinanza europea e possono aiutare a diffondere una nuova percezione
sull’Europa.
Alcune azioni potrebbero essere prioritarie in questo obiettivo:
1. creare un forum online di discussione/consultazione sull’Europa (come in corso di
sperimentazione presso il circolo PD Bruxelles) rivolto a tutti i circoli PD in Italia, con
l’obiettivo di fornire informazioni essenziali e di aprire uno scambio reale di opinioni;
2. circoli PD Europa come ambasciatori di europeizzazione in Italia, ovvero offrire
occasioni di confronto tra rappresentanti dei circoli PD Europa e circoli italiani, ad esempio
organizzando appuntamenti di formazione/informazione nei territori italiani, soprattutto in
occasione delle Feste Democratiche e delle principali campagne nazionali;
3. rafforzare la sinergia tra il Dipartimento PD Mondo e il Dipartimento
Europa/Internazionale: i circoli in Europa possono fornire un contributo in termini di
elaborazione sulle politiche europee, di analisi sulla situazione politica nei diversi Paesi, di
rete di contatti con i partiti socialisti europei.
2. Proporre una visione positiva dell’Europa: Accanto alla necessità di spiegare l’Europa – soprattutto
nelle sue acquisizioni concrete – sarà fondamentale tornare a sottolineare i valori comuni che
caratterizzano il progetto europeo: il lavoro, la solidarietà, l’accoglienza (no all’Europa fortezza).
Le azioni concrete e immediate per la campagna, in questo senso, possono essere:
1.la preparazione di schede informative – di facile lettura e comprensione – sulla nostra
visione di Europa
2.l’organizzazione di una grande iniziativa pan-europea di memoria storica, ad esempio a
Verdun o in uno degli altri luoghi simbolo della memoria storica europea (1914-2014).
3. Partiti socialisti europei: la cooperazione con i partiti socialisti europei è per i circoli in Europa,
oltre che un riferimento politico e ideale, anche uno strumento essenziale di integrazione e
radicamento territoriale. Molti connazionali, infatti, hanno ottenuto la doppia nazionalità o sono
iscritti nelle liste elettorali per le europee dei Paesi di residenza.
Anche in quest’ottica – soprattutto per i territori dove la nostra emigrazione è più antica – sarebbe
opportuno, anche con un forte sostegno di impegno politico e comunicativo del PD Nazionale,
condurre manifestazioni e una campagna elettorale molto integrata con quella dei partiti socialisti
locali, fino anche alla presenza di un doppio simbolo, soprattutto in considerazione dell’occasione
unica rappresentata dalla candidatura comune di tutti i socialisti e progressisti europei nel nome di
Martin Schulz.
4. Informare sulle modalità di voto: Occorre verificare la massima diffusione dei seggi presso i
consolati e presso altre strutture sul territorio (come prevedono le modalità di voto per il Parlamento
Europeo per gli Italiani all’estero), allo stesso tempo va diffusa fin da subito, laddove non sia
circolata, l’informazione sulla possibilità di voto all’estero anche per i non iscritti AIRE, che
possono aggiungersi alle liste dei consolati entro il 6 marzo. Proprio sulle modalità di voto andrebbe
creata una scheda comune di informazioni per tutti i circoli e territori in Europa; su questo, una
comunicazione coordinata con il PD Nazionale sarebbe di grande aiuto ed efficacia.
5. Attenzione nella scelta dei candidati: Sarà importante che le candidature espresse dal Partito
Democratico al Parlamento Europeo siano davvero di profilo “europeo” ovvero possano tenere in
considerazione l’esperienza degli Italiani residenti nei Paesi dell’Unione Europea. In questo senso
sarebbe auspicabile la candidatura nelle liste del PD, per le prossime Europee, di cittadini stranieri
con forti relazioni con l’Italia o di Italiani residenti all’estero.
Destinatari ed interlocutori principali di tali riflessioni:
• Segreteria Nazionale:
Federica Mogherini, responsabile Europa e Internazionale
Luca Lotti, responsabile Organizzazione
Francesco Nicodemo, responsabile Comunicazione
• Circoli PD Europa e Segreterie di Paese
• Eletti all’Assemblea Nazionale
• Dipartimento PD Italiani nel Mondo
Tavolo B: legge elettorale e rappresentanza istituzionale per gli italiani all’estero
Obiettivo del tavolo di discussione:
Riflessione sulle problematiche, nonché su possibili soluzioni o innovazioni, riguardanti:
-­‐ Legge elettorale per la Circoscrizione estero
-­‐ Rappresentanza Com.It.Es e CGIE
Contenuti discussi:
Legge elettorale:
Prendendo spunto dalla mozione votata nella direzione nazionale del PD del 17 gennaio scorso, nella quale il
partito si è impegnato a mantenere la rappresentanza parlamentare per gli italiani all’estero, la discussione è
stata incentrata sul disegno di legge riguardante le modalità del voto all’estero, presentato nella scorsa
legislatura e riproposto in questa dal PD.
I partecipanti hanno espresso la propria soddisfazione per gli elementi nuovi introdotti in questo disegno di
legge miranti a limitare l’abuso e la manipolazione del voto.
Gli elementi di innovazione presenti nel disegno di legge sono:
1) Creazione di un Elenco degli Elettori
2) Accentramento in Italia della stampa dei plichi elettorali
3) Invio dei plichi con raccomandata con ricevuta di ritorno
4) Creazione dei comitati elettorali presso i consolati
5) Suddivisione delle operazioni di scrutinio in 4 differenti corti d’appello, ciascuna responsabile per
una specifica circoscrizione
6) Elettorato passivo dopo 5 anni di residenza nella circoscrizione estero
Appurato che, ad oggi, l’unico sistema di voto da parte degli italiani all’estero, che garantisca la massima
partecipazione, continua ad essere il voto per corrispondenza, in quanto il voto nei consolati restringerebbe
parecchio la partecipazione alla luce anche della revisione della rete, ed il voto online è ancora una chimera,
gli elementi di innovazione sopra citati sono stati accolti con molto favore, in quanto utili a limitare gli abusi
e le manipolazioni riscontrate nelle passate esperienze.
Una delle più importanti novità è la decisione di prevedere l’inversione dell’opzione in base alla quale il
residente estero, per esprimere il proprio voto nella circoscrizione Estero, debba iscriversi ad una lista
degli elettori e che questa iscrizione debba essere fatta periodicamente. Attraverso questo procedimento
si otterrebbero due risultati: 1. restringere la platea degli aventi diritto agli elettori davvero interessati ad esercitare il proprio diritto di voto; 2. così facendo, si avrebbe un database sempre aggiornato riducendo cosi i casi di plichi non pervenuti e ritornati ai consolati
Allo stesso tempo durante la discussione sono state avanzate le proposte seguenti:
1) Prevedere una periodicità annuale per il rinnovo della propria iscrizione nelle liste, eliminando la
finestra temporale successiva all’indizione delle elezioni (evitando così un possibile “assalto allo
sportello”);
2) Prevedere l’invio del plico elettorale in forma anonima (eliminando la dicitura “plico elettorale”),
per disincentivare eventuali sottrazioni nella fase di spedizione;
3) Dividere l’Europa in due Collegi, per favorire un maggiore radicamento territoriale degli eletti ed
allo stesso tempo ridurre i costi elettorali;
4) Permettere la pubblicazione sui siti dei consolati del profilo di ciascun candidato, per favorire una
maggiore uguaglianza delle opportunità;
5) Prevedere una formazione ad hoc per i presidenti e scrutatori dei seggi elettorali della circoscrizione
Estero, considerata la complessità delle operazioni;
A queste proposte si è aggiunta una raccomandazione rispetto alla proposta di legge per i temporaneamente all’estero, affinché anche a loro sia garantito il diritto di voto.
E’ stata altresì esaminata la questione relativa al computo del voto all’estero per la determinazione del
premio di maggioranza, oggi non prevista, avanzando la proposta di considerare la circoscrizione estero
come una circoscrizione aggiuntiva alla pari delle regioni italiane. Il mancato computo dei voti espressi dagli italiani all’estero per il premio di maggioranza é considerato da alcuni partecipanti come una
discriminazione, contraria a quanto espresso nell’art. 48 della Costituzione. Durante la discussione é stato tuttavia fatto presente da altri che una decisione positiva in tal senso potrebbe avere un effetto
eccessivamente invasivo: considerato che nel mondo si stima che ci siano potenzialmente 60 milioni di
persone di origine italiana, e quindi potenziali richiedenti la cittadinanza e il diritto di voto, il voto all’estero potrebbe completamente sovvertire il risultato del voto degli italiani residenti in Italia. Pertanto tale proposta non ha avuto il consenso di tutti i partecipanti, e la questione della piena equivalenza del voto degli italiani all’estero con quelli in patria resta aperta.
Comites, CGIE e rappresentanze sociali:
La necessità di dare risposte di carattere formativo e informativo ai cittadini italiani all’estero, specialmente se di nuova emigrazione, è strettamente connessa alla questione dei Comites. Secondo statuto, tali organismi sono preposti a questo stesso compito, e devono orientare le istituzioni consolari nell’affrontare questi problemi. Ci si è resi conto che l’inattività prolungata dei Comites in moltissime realtà, affiancata ai problemi derivanti dalla chiusura dei consolati, ha portato molti italiani all’estero a ignorare del tutto la loro esistenza, ed è la ragione per cui molti propongono una loro chiusura definitiva.
La domanda si è posta nei termini seguenti: sta ai Circoli del PD in Europa supplire alle carenze di queste istituzioni nell’accogliere e supportare gli italiani all’estero nelle questioni di ordine pratico, oppure il PD in Europa deve attivarsi per un rinnovo profondo dei Comites, una loro sostituzione con altri sistemi di rappresentanza forse anche non elettivi, visto il mancato rinnovo da oltre 5 anni? Come farlo?
Se invece le elezioni di rinnovo dei Comites, previste a Novembre, saranno confermate, allora che ruolo
potrebbero avere i Circoli PD in Europa? Si è pensato ad un programma comune espressione del PD e di altre forze politiche e sociali della sinistra, che si impegni al rinnovo e alla buona gestione di questi strumenti ed organi di rappresentanza, purché vi sia una profonda revisione dei compiti, con specifiche opportunità operative, e degli strumenti di cui essi sono dotati.
Rispetto ai CGIE ci si è posti il problema se abbia ancora senso avere un organo la cui missione è il
collegamento permanente degli italiani all’estero con l’Italia e le sue istituzioni nel momento in cui abbiamo una rappresentanza parlamentare. L’opinione comune è quella di lavorare ad una riforma complessiva della rappresentanza degli italiani all’estero che porti a ripensare il senso, il ruolo e l’utilità di questo organo, cosi, come detto in precedenza, quello dei Comites sul territorio.
Interlocutori principali per il raggiungimento di questi obiettivi:
• Parlamentari PD eletti all’estero
• Circoli PD Europa e Segreterie di Paese
• Eletti all’Assemblea Nazionale
• Dipartimento PD Italiani nel Mondo